venerdì 11 febbraio 2011

SICILIA, SAN VITO LO CAPO @ la casa di Enzo

Mi avevano avvisato: una volta vista San Vito lo Capo, si ritorna. Un paradiso, dicono tutti. Ma certo non ci aspettavamo di fare il bagno il 29 ottobre, per poi rifocillarci con un abbondante piatto di couscous, rigorosamente fatto in casa. E 'casa' infatti chiama Enzo Battaglia il suo ristorante, la 'casa del couscous' sanvitese.


A San Vito il Cous Cous è uno spirito immanente, un vero genius loci. Ed Enzo ne sa qualcosa, visto che era lui il sindaco qui, quando si fece la prima sagra del couscous. “Son stato qualche anno a insegnare nelle scuole in Friuli, da quelle parti si fanno spesso feste e sagre, quindi mi è venuto in mente di replicare l'idea qui, con i nostri prodotti locali”, ci racconta. Il pesce quindi, e le verdure, il tutto innaffiato da buon vino e le parole di chi conosce il territorio, le stagioni, i sacrifici di tanti marinai che hanno fatto la storia del paese. Il couscous parla siciliano, ma capisce ogni idioma, sul Mediterraneo e oltre. Non è un mistero che il Festival dedicato all'omonimo piatto richiama negli ultimi anni in questo piccolo angolo di Sicilia svariate decine di migliaia di visitatori. Non è questo però che attirava la mia attenzione.



Da qualche mese viaggio per l'Italia con mia moglie, un’artista multimediale filippina - e cuoca provetta - alla ricerca di quei piatti che le facciano passare la nostalgia di casa. I cibi che ci sono familiari, si sa, ci portano in una dimensione eterea, magica e persistente, dove il gusto assilla la mente, procurando felicità all'anima, passando per il corpo. Un vero déjà vu. Da mesi cerco quel piatto 'perfetto' che possa curare la ferita del ricordo di Katrina dei suoi cibi prediletti. Dal Piemonte alla Campania, passando per Sardegna, Emilia, Marche, Lazio, Toscana e Abruzzo, abbiamo provato ricotta fresca e gli agnolotti, tagliatelle, stoccafisso, agnello, ribollite, lasagne, carne e piatti della tradizione, dovunque ho visto il suo sguardo affascinato, ma da nessuna parte come a San Vito la soddisfazione è stata così piena. In un anno e oltre di peregrinazioni (per alcuni – come mio padre – è tutta una vita!) non abbiamo mai provato un piatto così buono, ricco, fresco e appagante. Il couscous da Enzo è davvero un'esperienza da non perdere.


Non c'è niente di meno razionale che cucinare. Tutto è intuito, tradizione, rispetto dei sapori, dei profumi, dei prodotti del territorio. Sentirsi a casa nel cibo equivale allora a sperimentare sulla propria pelle una nuova vita.
Se però proprio si vuole cercare questa ragione di vita - sì, avete letto bene! - beh, allora prima o poi mettete in conto di andare a San Vito lo Capo, a neanche mezz'ora da Trapani, dove tra l'altro opera anche Ryan Air.
Andate a San Vito e chiedete di Enzo Battaglia e del suo ristorante, La Casa del Cous Cous. Noi siamo andati a fine stagione, quando ormai Enzo era pronto a partire per la Tunisia con i due ragazzi che ha accolto da padre, procurando loro un lavoro sicuro e regolare nel bed and breakfast di famiglia. Tutto all'insegna del couscous, dell'ospitalità e del profondo rispetto per la natura, in particolare quel mare meraviglioso che lambisce le coste sanvitesi.
Se pensate però di arricchirvi soltanto la pancia però, sbagliate di brutto. Si dà il caso infatti che San Vito vanti una degli spazi naturali più belli d'Italia, la Riserva dello Zingaro, dove colori tropicali e onde mozzafiato vanno di pari passo con preistoria e archeologia. 






Che aspettate insomma, già a febbraio i mandorli in fiore riempiono la Sicilia, gli aerei non mancano (Ancona - Trapani diverse volte a settimana) senza bisogno di scomodare lo stretto di Messina. Certo, la Sicilia è vasta e grande, tante le cose da vedere, ma quando avete voglia di riposare e farvi del bene, c'è una 'casa' che vi aspetta.

2 commenti:

  1. Che meraviglia e... che appetito!

    RispondiElimina
  2. San Vito lo Capo è un paradiso in terra e la stagione balneare dura 6 mesi!!!

    RispondiElimina